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ANTEPRIMA EDITORIALE
Majorana, il prezzo del genio un’inchiesta sulla fuga e il mistero dello scienziato di Via Panisperna che intuì l’orrore nucleare. Il 26 Marzo 1938, Ettore Majorana scomparve improvvisamente all’età di 32 anni: fece perdere ogni traccia e non si ebbe più alcuna notizia
Ettore Majorana non era un uomo qualunque, era un prodigio. Un fisico teorico dotato di un’intelligenza fuori dal comune, capace di calcolare a mente il consumo di carbone di una nave a soli cinque anni. Cresciuto in una famiglia colta, si divertiva a risolvere estrazioni di radici cubiche per gioco. La sua mente era una macchina instancabile. A nove anni già correggeva gli adulti, a venti sfidava Enrico Fermi a colpi di formule, senza carta né penna.
Ma era anche un’anima inquieta. Un uomo che brillava di luce propria, ma che sembrava fuggire da quella stessa luce. Una mente che aveva previsto troppo, forse, e che finì col volersi spegnere nel silenzio. Nessuno sa esattamente come e perché. Quel che è certo è che, nel marzo del 1938, scomparve nel nulla. [continua]
E’ stato pubblicato e-book “Io, prigioniero in Russia: Dal diario di Alfonso Di Michele”
Dal Gran Sasso alle steppe: la storia vera di un uomo che è sopravvissuto all’annientamento russo.
Io prigioniero in russia. 1942. Intermesoli, un piccolo borgo alle pendici del Gran Sasso. È qui che finisce la giovinezza di un ragazzo di vent’anni, strappato alla sua terra per indossare la penna nera della gloriosa Divisione Julia. Destinazione: l’inferno di ghiaccio del fronte russo.
Attraverso le pagine di un diario autografo, sopravvissuto al tempo e alla censura, riviviamo la cruda odissea di un giovane alpino. Dalle trincee spazzate dal vento, dove le ondate dell’Armata Rossa si infrangono con ferocia disumana sulle linee italiane, fino alla tragica ritirata che segnerà il destino di migliaia di soldati.
Ma la battaglia è solo l’inizio. Catturato durante l’offensiva sovietica, il protagonista viene inghiottito dallo spietato sistema dei gulag: dal campo di Tambov all’ospedale di Bravoja, fino ai campi di lavoro forzato nelle piantagioni di cotone di Taskent, in Kazakistan.
Questa non è solo una cronaca di guerra; è la testimonianza vibrante di quattro anni di sopravvivenza estrema, di fame, freddo e speranza incrollabile. Il racconto autentico di un ritorno impossibile, scritto da chi ha guardato l’abisso ed è tornato per raccontarlo. [continua]
NOVITA’ EDITORIALE
Quel falso mito sulla liberazione del duce.
Il 12 settembre 1943, Mussolini, tenuto prigioniero in un hotel al Gran Sasso, fu liberato grazie a un’incursione dei paracadutisti tedeschi. La storia la celebrò come un’operazione leggendaria.
“Non sempre le verità si decidono a maggioranza, soprattutto quando si affrontano tematiche dai contorni delicati e di estrema risonanza come quelle contenute nella presente opera. Ecco perché le nuove testimonianze, gli inediti e quant’altro utile in termine di ricerca, sono diventati necessari per rivedere storicamente ciò che concerne la permanenza e la liberazione di Mussolini al Gran Sasso nel settembre del 1943”.
In effetti il libro è davvero un significativo contributo per meglio conoscere uno dei periodi più bui e penosi della nostra storia nazionale, un buco nero con il quale ancora non facciamo del tutto i conti. Parliamo degli avvenimenti che interessarono l’Italia dal 25 luglio 1943, con la caduta del regime fascista, fino alla “liberazione” di Mussolini dalla “prigione” di Campo Imperatore, avvenuta il 12 settembre, che poi portò alla nascita della Repubblica di Salò e alle drammatiche conseguenze che ne seguirono. Un mese e mezzodenso di avvenimenti che cambiarono il corso della nostra storia, tra miserie morali e fughe dalle responsabilità, culminate in quell’8 settembre 1943, quando l’Italia andò allo sbando per l’inqualificabile comportamento del Re, del capo del Governo e del capo di Stato Maggiore, fuggiti da Roma a Brindisi senza aver lasciato ordini chiari e precisi alle nostre Forze Armate, rimaste in balia della reazione tedesca in Italia e nei diversi fronti di guerra. La pagina più nera della nostra storia patria, riscattata solo dalla lotta di Liberazione che recuperò la dignità del Paese, prodromo alla riconquista della libertà e alla nascita della Repubblica. [CONTINUA]
Le scomode verità nascoste nella II guerra mondiale.
Durante il secondo conflitto mondiale, i militari erano tenuti a utilizzare il profilattico e a ricevere cure mediche, compresa una soluzione disinfettante iniettata nelle parti intime. Le donne, al contrario, venivano considerate solo oggetti da sfruttare.
Durante il secondo conflitto mondiale, i militari erano costretti all’utilizzo del preservativo e a subire cure mediche, compresa una soluzione disinfettante applicata nella zona genitale. Al contrario, le donne erano considerate semplici oggetti da sfruttare.
Durante il massacro degli ebrei, i soldati al servizio di Hitler si giustificarono in modo ignobile affermando: “Ho solamente seguito gli ordini”. Al tempo stesso, l’intera popolazione tedesca abbassò lo sguardo, rifiutandosi di vedere la realtà. Una donna sopravvissuta ai campi di concentramento raccontò: “Avrei preferito essere trattata come un cane. Ci incitavano ad attaccare e ci morsicavano genitali e seno, ricevendo poi eccessive dimostrazioni di affetto e carezze come ricompensa”.
Il lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki è stato una decisione imprudente, pianificata e disastrosa da parte dell’esercito americano. Questa minoranza al potere ha rifiutato di considerare alternative valide proposte da una vasta maggioranza di persone ragionevoli, tra cui scienziati e figure di spicco. [continua]
GENNAIO 1943: IL mio ingresso al Campo di prigionia di TAMBOV
NOVITÀ EDITORIALE: ALLA RICERCA DEI DISPERSI IN GUERRA
Alla ricerca dei dispersi in guerra. “Dal fronte greco a El Alamein fino alla Russia: i familiari dei caduti raccontano le loro storie”
Per acquistare il libro con spedizione gratuita a 12 euro o E-Book a soli 6,49 euro inviare una richiesta a [email protected]
208 pagine e 24 capitoli, l’ultimo dei quali riporta la dura esperienza dell’alpino Alfonso Di Michele, del Battaglione L’Aquila, abruzzese di Intermesoli e padre dell’autore, prigioniero dapprima nel campo di Tambov, poi nel lazzaretto di Pakta Aral. Alfonso alla fine ce la fece, rientrò in Italia nel dicembre 1945.
Un libro di testimonianze, ricordi e drammi dei nostri soldati nei vari fronti di guerra. Un’altra opera che Di Michele aggiunge alla sua già ricca produzione, con questo suo libro del quale è anche editore. Un volume intenso di storie e testimonianze, ma anche di dolorosi ricordi di famiglie italiane che nell’immediato dopoguerra soffrirono l’angoscia per i propri cari, dispersi nei vari fronti bellici.
Mogli, madri, padri, fratelli, figli talvolta in tenera età, che aspettarono invano il ritorno del loro familiare in armi alla fine del Secondo conflitto mondiale, senza avere altre notizie se non l’ultima lettera ricevuta dal fronte. Vicende che, pur non riportate nei libri di storia, sono però incise nel cuore e nella memoria di chi altro non poté fare se non tramandare di padre in figlio il proprio dramma familiare. [continua]
Io prigioniero in Russia è stato inserito nella “biblioteca degli alpini” ed è acquistabile a Euro 7,90 in allegato ai quotidiani: La Repubblica; La Stampa; Il Secolo XIX; Il Tirreno; La Tribuna di Treviso; Il Mattino di Padova; Il Messaggero Veneto; La Nuova Ferrara; La Gazzetta di Reggio; La Provincia Pavese; La Gazzetta di Mantova; la Gazzetta di Modena, Il Corriere delle Alpi; La nuova di Venezia e Mestre; La Sentinella del Canavese; Il Piccolo. […]
Un alpino della Divisione Julia, Battaglione L’Aquila. Il racconto di un reduce della Seconda Guerra Mondiale sul fronte russo, di quella che è stata definita ‘la campagna militare più sanguinosa della storia mondiale’. Nel 1942, a soli venti anni, un ragazzo abruzzese di Intermesoli, frazione di Pietracamela in provincia di Teramo, un piccolo paese alle pendici del Gran Sasso, viene sradicato dalla propria terra e mandato a combattere in prima linea sul fronte russo. Nel corso di un’imponente e travolgente offensiva da parte dei Sovietici, diviene loro prigioniero. Dal Campo di Concentramento di Tambov, all’Ospedale di Bravoja, fino ai Campi di lavoro del cotone di Taskent in Kazakhstan, è riassunta la sofferenza di questo giovane alpino e di migliaia di altri prigionieri. Infine, dopo quasi quattro anni, il difficile ritorno a casa.
Animali in guerra vittime innocenti
Per non dimenticare il cuore, il sacrificio e le ingiustizie subite da tutti gli animali. […]
Quando si aprono i libri di storia, la narrazione dei grandi conflitti mondiali si concentra quasi esclusivamente su strategie militari, armamenti, cifre macroscopiche e decisioni politiche. Ma c’è un esercito silenzioso, composto da milioni di anime, che ha marciato, sofferto e versato il proprio sangue in prima linea senza alcuna scelta, uniforme o bandiera: gli animali.
Nel saggio “Animali in guerra: vittime innocenti”, lo storico Vincenzo Di Michele compie un’operazione culturale e storiografica straordinaria, accendendo i riflettori su una delle più grandi e taciute tragedie collettive del Novecento. Solo durante la Prima Guerra Mondiale, furono circa sedici milioni gli animali arruolati e sacrificati sui vari fronti.
L’autore scava nelle trincee e nei retroscena dei conflitti per restituire dignità a queste creature. Il libro documenta con precisione e sensibilità i diversi ruoli a cui furono costretti: dai famosi e instancabili muli, compagni d’armi insostituibili degli Alpini sulle vette impervie delle Dolomiti, ai cavalli impiegati nelle cariche di cavalleria o nel faticoso traino delle artiglierie pesanti; dai cani adibiti al soccorso dei feriti, alla guardia o alla ricerca di mine, fino ai gatti, arruolati nelle trincee per la caccia ai topi e come “sensori” naturali per rilevare i gas tossici. Non mancano i piccioni viaggiatori, messaggeri alati capaci di volare sotto il fuoco nemico per consegnare dispacci decisivi che hanno salvato migliaia di vite umane. [continua]
Cefalonia io e la mia storia. Nel settembre del 1943, sull’isola di Cefalonia, in Grecia, i soldati tedeschi trucidarono con scariche di mitragliatrici moltissimi prigionieri italiani. Sullo sfondo di questa strage e con fatti realmente accaduti, questo romanzo autobiografico ripercorre.
L’eccidio di Cefalonia del settembre 1943, in cui migliaia di soldati italiani della Divisione Acqui furono massacrati dai tedeschi all’indomani dell’armistizio, è una delle pagine più tragiche, eroiche e al contempo controverse della nostra storia. Ma cosa succede quando i grandi segreti della storia ufficiale si scontrano e si intrecciano con i segreti intimi di una famiglia?
In “Cefalonia: io e la mia storia”, lo storico Vincenzo Di Michele compie un’operazione letteraria e storiografica unica nel suo genere. Il libro non si limita a riesaminare i fatti bellici, ma squarcia il velo su una verità scomoda e nascosta per anni, portando alla luce i retroscena di quel tragico evento, i silenzi di Stato e le responsabilità dei comandi militari che spesso sacrificarono migliaia di giovani vite sull’altare della politica.
Parallelamente al rigore della ricostruzione storica, il saggio pulsa di una straordinaria e commovente vicenda umana e familiare. Al centro della narrazione c’è un legame spezzato dalla guerra e faticosamente ricucito dal destino: la storia di un padre, reduce di Cefalonia, e di una figlia di 7 anni che l’uomo non aveva mai conosciuto. Un abbraccio tardivo, avvenuto a Roma, che diventa il simbolo del riscatto della vita sugli orrori e sulle distruzioni della guerra. Attraverso lettere, ricordi personali e confessioni inedite, l’autore dà voce al dolore privato che diventa universale, raccontando il dramma psicologico dei sopravvissuti, il senso di colpa del reduce e l’impatto devastante che il conflitto ha avuto sulle generazioni successive. [continua]
L’ULTIMO SEGRETO DI MUSSOLINI
L’ultimo segreto di Mussolini. Una tesi revisionista sull’’Operazione Quercia del 12 settembre 1943 che portò alla liberazione di Mussolini a Campo Imperatore . C’era infatti un accordo sottobanco tra il governo Italiano e i tedeschi.
Il 12 settembre 1943, con la celebre Operazione Quercia, un commando di paracadutisti tedeschi guidato da Harald Mors e accompagnato da Otto Skorzeny liberava Benito Mussolini dalla sua prigionia a Campo Imperatore, sul massiccio del Gran Sasso. La storiografia ufficiale ha sempre dipinto questo evento come un blitz militare audace, fulmineo e impeccabile. Ma fu davvero così, o si trattò piuttosto di una messinscena orchestrata dietro le quinte della diplomazia internazionale?
Nel saggio d’inchiesta “Il segreto di Mussolini”, lo storico Vincenzo Di Michele scava nei giorni più bui e confusi della storia d’Italia — quelli che separano la caduta del fascismo il 25 luglio dall’armistizio dell’8 settembre — per svelare una verità profondamente diversa e scomoda. L’autore mette in discussione la tesi del colpo di mano militare, avanzando prove e documenti a sostegno di un “accordo segreto” e silenzioso tra i vertici del governo italiano (il Re Vittorio Emanuele III e il Maresciallo Badoglio) e le forze tedesche.
La prigionia del Duce sul Gran Sasso, protetto da ben 250 carabinieri e agenti di polizia italiani che non spararono un solo colpo all’arrivo degli alianti tedeschi, viene riletta come una consegna concordata. Di Michele analizza i dettagli di questo “segreto di Pulcinella”, rivelando come la liberazione di Mussolini fosse la contropartita non scritta per permettere la fuga sicura dei reali e del governo da Roma verso Brindisi, evitando una ritorsione immediata da parte di Hitler. [continua]
LA BIOGRAFIA UFFICIALE DI PINO WILSON
Pino Wilson Vero Capitano d’altri tempi. La trafila nell’Internapoli con l’allenatore Vinicio; l’esordio in serie A con la Lazio di Lorenzo e le sue scaramanzie; il periodo della Nazionale italiana e alcuni aneddoti suicampionati del mondo del 1974 in Germania; lo scudetto conquistato con la Lazio nella gestione Maestrelli e le vittorie sul campo con quella squadra di scalmanati garibaldini; il ricordo del grande amico Giorgio Chinaglia; la morte di Tommaso Maestrelli; il dramma di Luciano Re Cecconi e l’uccisione all’Olimpico del tifoso laziale Vincenzo Paparelli nel derby Lazio-Roma del 28 ottobre 1979; il conseguimento della laurea in giurisprudenza; l’esperienza in America nel Cosmos, insieme a Pelé, Beckenbauer e Carlos Alberto. Giuseppe Wilson uscì di scena nel 1980 per via del calcio scommesse.
Si autopunì: declinò l’incarico a direttore generale della Lazio e si allontanò dal mondo calcistico. Dopo un lungo silenzio, lo storico capitano della Lazio è ritornato in argomento rivedendo alcuni aspetti di quella triste vicenda che lo vide coinvolto.
Infine la ripresa del suo feeling con il mondo biancoceleste grazie all’emittente RadioSei.
Ci sono squadre che vincono un campionato e poi sfumano nei tabellini statistici, e ci sono squadre che entrano direttamente nel mito, nell’antropologia e nel cuore pulsante di una città. La Lazio del 1974 guidata da Tommaso Maestrelli appartiene indiscutibilmente alla leggenda: una formazione “mattana e garibaldina”, divisa in fazioni interne pronte a sfidarsi a colpi di pistola nei ritiri, ma capace di trasformarsi in un blocco granitico e imbattibile una volta varcato il rettangolo di gioco. E a guidare quel gruppo di autentici ribelli c’era un solo uomo: Pino Wilson. [continua]
COME SCIOGLIERE UN MATRIMONIO ALLA SACRA ROTA Senza riconoscere un sostegno economico all’ex coniuge
Perché molte coppie unite in matrimonio con rito religioso, al momento della separazione scelgono il tribunale ecclesiastico anziché quello civile?
È una scelta di carattere religioso, per avere la possibilità di risposarsi in chiesa, oppure si mira a un beneficio economico, dato che le sentenze di nullità ecclesiastica, a differenza del divorzio civile, non comportano l’obbligo di un riconoscimento economico nei confronti dell’ex coniuge?
In questo libro si analizzano: i motivi di nullità del matrimonio, le modalità processuali e i costi che si devono affrontare, inclusi gli eventuali oneri aggiuntivi al tribunale della Rota Romana, smentendo l’opinione comune secondo la quale il procedimento di nullità del matrimonio religioso sarebbe una procedura riservata a pochi benestanti.
Infine vengono riportati più di trenta casi pratici di invalidità matrimoniale, dall’immaturità alla simulazione, dall’infedeltà alla gelosia, dall’egoismo al maschilismo, dall’infertilità all’esclusione della prole, dall’impotenza ai comportamenti sessuali trasgressivi [continua]
BEST SELLER 2012
MUSSOLINI FINTO PRIGIONIERO AL GRAN SASSO
UN LIBRO DI GRANDE INTERESSE STORICO DA NON PERDERE, con le testimonianze dei pastori abruzzesi e di chi era presente a Campo Imperatore nel 1943Nell’opera Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso grazie alle testimonianze inedite dei pastori abruzzesi e di chi era presente nel settembre 1943 a Campo Imperatore, sono stati accertati e riscontrati avvenimenti storici sinora sconosciuti.
I Familiari delle Vittime della Strada raccontano le loro esperienze affinché “non succeda ad altri ciò che è successo a loro”
Perchè il libro “Guidare Oggi“? Proprio perchè, a volte, le normali nozioni di guida non sono più sufficienti.
Si pensi ad esempio:
– al trasporto su strada delle barche e gommoni attraverso il carrello porta imbarcazioni, al trasporto di bagagli o attrezzature sportive quali windsurf, bombole subacquee, canne da pesca.
– alla circolazione su strada dei Camper, delle auto o S.U.V che trainano una roulotte o un rimorchio, con tutte le problematiche derivanti dall’abbinamento.
A fronte di tali situazioni di maggior pericolo, potrebbe accadere che le Assicurazioni in virtù del contratto stipulato possono non essere tenute a pagare il danno provocato. Si evidenziano dunque gli argomenti attraverso i quali, si eviterà il rischio di pagare con la propria tasca nonché si danno spiegazioni, su come evitare tamponamenti avvalendosi del concetto della “distanza di Sicurezza”.
Grazie ai consigli di un esperto motociclista, vengono indicati alcuni suggerimenti pratici sia sull’abbigliamento che sulla condotta di guida di motocicli e ciclomotori, e in particolare, sui pericoli e rischi correlati al trasporto dei bambini sulle due ruote.
Infine con i quesiti più impensati, viene data risposta ai grandi dubbi degli automobilisti. [continua]
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Vincenzo Di Michele
Contatti: Cell. 368/7472791 e-mail: [email protected] sito internet: www.vincenzodimichele.it
laureato in Scienze politiche si dedica da subito alla letteratura giuridica, al giornalismo ed alla ricerca… continua
Io prigioniero in RussiaUn alpino della divisione julia battaglione l’aquila,un reduce della seconda guerra mondiale sul fronte russo… |
La famiglia di fattoCi sono diverse ragioni per cui un uomo e una donna decidono di vivere insieme, il libro analizza… |
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In una sua anteprima televisiva Vincenzo Di Michele autore del libro “Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso” ha rivelato come nei fatti è nata realmente quest’ inchiesta storica nonché qualche aneddoto non contenuto nell’opera . Clicca per vedere l’intervista









